Quando dobbiamo valutare una strategia efficace per un cliente, la prima domanda che ci facciamo non è “cosa possiamo vendere” ma “ha senso lavorarci, e in che modo”. Per rispondere, facciamo sempre una valutazione iniziale. Veloce, ma strutturata.
In questo articolo ti spiegherò le due fasi di analisi che precedono qualsiasi proposta strategica, cosa le distingue, e come questo approccio aiuti a sviluppare strategie solide.
La prima fase: l’analisi preliminare
Prima ancora di parlare con il cliente, dedichiamo circa mezz’ora a capire con chi abbiamo a che fare. Non è un lavoro approfondito ma una valutazione rapida che serve a orientarci.
Guardiamo il sito: come è strutturato, in quale mercato opera, chi potrebbero essere i competitor principali, che traffico sta ricevendo. Usiamo SEMrush per avere dati di base sulla visibilità organica e Keyword Surfer per una lettura veloce direttamente dalla SERP.
Il risultato di questa fase non lo teniamo per noi. Lo portiamo alla presentazione col cliente sotto forma di PDF: un documento sintetico che mostra già qualcosa di concreto sulla sua situazione online, e che apre la conversazione su cosa ha senso fare.
In circa un’ora di incontro, questa analisi preliminare ci permette di capire due cose fondamentali:
- Se il budget del cliente è compatibile con il mercato in cui opera
- Se ha senso proporre SEO, ADS, o un’analisi di mercato completa prima di tutto il resto
Nell’80% dei casi usciamo dall’incontro con una direzione chiara: procedere con un’analisi di mercato approfondita. Nel restante 20%, i dati ci dicono che il mercato non regge l’investimento o che il budget non è sufficiente per competere. Anche questo è un esito utile per evitare di sprecare inutilmente i soldi in attività a bassa ritorno d’investimento.
La seconda fase: l’analisi di mercato
L’analisi di mercato è un lavoro diverso, per profondità e per finalità. Non è un audit veloce. Richiede mediamente 30 giorni di lavoro e copre tutto quello che serve per costruire una strategia seria.
Prima di iniziarla, facciamo un’intervista al cliente. Vogliamo capire il business dall’interno: come funziona la vendita, chi è il cliente tipo, quali prodotti o servizi portano più margine, cosa ha già provato in passato. Sono informazioni che i dati online non danno, e che cambiano il modo in cui si legge tutto il resto.
Poi si lavora sui dati. Con SEMrush, Google Keyword Planner, Google Trends e Keyword Surfer analizziamo:
- I volumi di ricerca e la stagionalità delle keyword rilevanti
- La struttura della SERP: chi occupa le prime posizioni, con che tipo di contenuto
- I competitor online — non solo quelli che il cliente conosce, ma anche chi si posiziona sulle stesse ricerche
- Il sito del cliente: punti di forza, debolezze tecniche, opportunità di contenuto
- La definizione di una strategia con priorità chiare e orizzonte temporale realistico
Il risultato finale è un documento che viene discusso insieme al cliente in un incontro da una a quattro ore. Non si consegna e basta: si presenta, si discute, si definisce il piano d’azione.
Un esempio: quando l’analisi cambia la valutazione iniziale
Di recente abbiamo lavorato su un cliente con un prodotto unico (alcune varianti, ma sostanzialmente un singolo articolo) in un mercato occupato da competitor con cataloghi molto più ampi. La valutazione iniziale era prudente: poco spazio di manovra, concorrenza forte.
L’analisi di mercato ha restituito un quadro diverso. I competitor principali non stavano spingendo quanto sembrava. E, soprattutto, esisteva una nicchia specifica, ben visibile nei dati di ricerca, che il prodotto del cliente poteva servire meglio di chiunque altro, proprio grazie alla specializzazione.
Risultato: abbiamo strutturato una strategia SEO completa su 12 mesi, con ottimizzazione on-site, pagine verticalizzate sulla nicchia, piano editoriale e link building. Una proposta che senza l’analisi non avremmo potuto giustificare con i dati e che il cliente non avrebbe avuto motivo di accettare.
Perché analizzare prima di proporre
Una strategia con dati alle spalle è più semplice da capire, più facile da seguire nel tempo, e imposta le aspettative in modo corretto fin dall’inizio.
Sapere già dalla prima call se un mercato regge l’investimento, chi sono i competitor reali e dove esistono spazi conoccupati cambia il tipo di conversazione che si fa. Non si parte da un’idea, si parte da quello che i dati dicono.
Meno sorprese a sei mesi dall’avvio. Meno “ma i risultati quando arrivano”.
Se vuoi capire come lavoriamo prima ancora di farti una proposta, contattami direttamente.


